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E non abbiam bisogno di parole

Mi manca il cioccare dei piatti la domenica mattina, le cozze gratinate. Mi manca il fresco delle lenzuola stese al sole ad asciugare e poi stirate con la stessa cura con cui si prendeva cura degli altri. Mi manca la sua certezza nel credere che in qualche modo ce l’avremmo fatta, mi manca la zuppa di pesce con la razza e tutto il resto, la focaccia calda del mattino. Mi manca la sua idea di speranza, le verze al vino che non mangiavo, che dopo averci lasciate Luigina ha rifatto e io ne sono andata matta. Mi manca sentirmi in colpa per tutti quei giorni in cui non la chiamavo e mi manca non poterlo più fare. Mi manca l’odore del suo caffè e il suo berlo a sorsini dopo il riposo del pomeriggio. Mi manca non poterle dire che a volte mi sento sola, che sto lavorando tanto e a volte troppo, che se ci fosse ancora non potrei lavorare così tanto perché lei verrebbe prima di tutto. Mi manca non sentire i suoi passi sulle ciabatte consumate, l’odore di fumo di sigaretta sulla giacca da casa grigia, le sue mani ruvide che accarezzavano le mie guance da bambina. Mi manca l’idea di saperla nonna e quanto in Rebecca avrebbe rivisto gli occhi e le stesse espressioni della sua seconda figlia. Mi manca mamma in questi giorni di successi personali, quando tutto il mondo mi dice brava e lei non c’è più e non lo può sapere quanto, tutto sommato, ci sia del vero in quel brava.

Posted on Nov 24, 2017 in La patonza deve girare | 1 comment

Abbiamo fatto di peggio

Non è tanto l’aver compiuto 32 anni che mi preoccupa. Mi preoccupa di più la erre arrotata dei trentatré, quando mi chiederanno “quanti anni hai?” e io non saprò come riuscire a mettere insieme tutte quelle erre e tutte quelle ti.

Però tanti auguri ammè, che spero ancora, che a volte non mi accontento, che nel bilancio trentennale resto, nonostante tutto, ancora una buona persona.

Parigi

Posted on Set 19, 2017 in La patonza deve girare | 0 comments

Paristalgia

Antonellina Pascale

Parigi è stata un colpo al cuore, tra la gola e la pancia. Un per nulla timido urlo quando la torre illuminata ci ha spalancato gli occhi. Le lacrime di chi fino a due giorni prima non si incontrava da anni, una birra in compagnia uno champagne da solo, e che bella compagnia.

Siamo fortunati noi, perché quando viviamo lasciamo affetti amori sorrisi lacrime. Siamo fortunati noi ragazzi di Bologna che da Piazza Verdi ci siamo incontrati dopo anni in un castello di Parigi per dire al nostro cuore che siamo qui per voi, da Madrid Trento Bologna Barletta Roma Namur, siamo tutti qui per voi. Per dirvi che all’amore ci crediamo nonostante tutto e quel ballo, quell’ultimo ballo senza fine, è stato il nostro dirci fedeli a ciò che ci lega da anni.

Che cosa grandiosa i matrimoni a Parigi, se non altro perché dopo i baci e gli abbracci è stato bello dirsi “a presto”. “Oui, a presto?”. “Sì, a presto”.

Tutto l’universo obbedisce all’amore.

Posted on Set 2, 2017 in La patonza deve girare | 0 comments

Effetto cartolina

La dignità, così come il rispetto, si imparano con gli anni e qualche schiaffo in faccia. Niente di grave, giusto il tempo di capire quando si sta superando il limite della decenza, già abbondantemente superato. Ma in tempi di crisi si perdona tutto, in tempi di speranza ci si raggomitola nel letto e non si vuole sapere nemmeno perché.

Saluti.

Posted on Ago 21, 2017 in La patonza deve girare | 0 comments

film muto

Da quando ho il computer in assistenza la mia vita è diversa. Ho una connessione dal cellulare che funziona male, un pc decrepito del coinquilino che funziona peggio, un ufficio che mi fa cagare e qualcuno che mi aspetta a casa. Ho molti libri da leggere, una dieta da seguire e molte medicine da prendere. Ho braccia grandi che aspettano il mio arrivo, altre che aspettano un mio ritorno, altre che mi chiedono scusa, altre che mi chiedono per favore, un telefono che aspetta un mio cenno che stenta ad arrivare e dei biglietti da fare. Ho cuori grandi che mi aspettano e cuori che non hanno mai avuto voglia di aspettarmi se non per quel breve lasso di tempo utile alla sola idea di occuparlo. Il cuore, è chiaro, o altro. Mica lo so.
Pavia, Torino, Milano e dintorni. Poi la Puglia, l’ultimo saluto e una spalla ad accompagnarmi.

E’ un film muto, una mail mai spedita e ormai persa e moltissime cose da spiegarti. Intanto il disco si consuma e la processione non cammina, ah anvedi che santi, e quanto so’ belli, bevi sto vinello, ridi con me, ridi con lui, fuma qua, fuma là, tra qualche anno ti riconoscerà.
A Bologna la vita arriva sempre in ritardo ma che fa, trullallerò trullallà.

Posted on Nov 13, 2014 in La patonza deve girare, Torno perché avete bisogno di me | 0 comments