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the great tunes of George Gershwin

To him, no matter what the season was, this was still a town that existed in black and white and pulsated to the great tunes of George Gershwin.

Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. New York City. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Aiuto. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Leggere tra le righe. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre.Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre. Meno tre.

Posted on Apr 19, 2018 in Canto meglio di Apicella | 0 comments

Il tempo di volersi bene

Mi ricordo di mia madre e dei suoi ragazzi.
Stanotte l’ho sognata. Era in via del Pratello, mi diceva che stava aspettando i ragazzi per il pranzo domenicale dalla Baraldi ma che come al solito erano in ritardo. Io nel sogno sentivo la gelosia di quel rapporto amichevole, di quel pranzo a cui io non ero stata invitata e avevo scoperto per caso.
Oggi, dopo il sogno, pensavo a mia madre e a cosa sarebbe stato per lei il matrimonio di Antonio. Il vestito, il regalo, il suo voler esserci nel prima, durante e dopo. E sarà un caso, ma un caso poi non è, averla sognata la notte in cui Antonio mi ha mandato la foto del suo abito da sposo.
E poi Marco col vestito blu che il blu ti dona tantissimo, e Claudio che tu stai bene con tutto ma sei castellanese, di questo bisogna dargliene atto, ha gusto.
Saranno bellissimi i suoi ragazzi.
Non amo i matrimoni, che ad ogni matrimonio mi sento sempre un po’ sola e quanto è difficile spiegarlo a chi solo non è e quanto la possibilità di quel +1 sia più un bisogno che una speranza. Ma amo i discorsi dei mesi che li precedono, e ora, come l’anno scorso, sento addosso il peso di chi ci sarebbe stato e avrebbe regalato sorrisi e abbracci, perché i suoi ragazzi erano gioia e bella compagnia.

Posted on Apr 14, 2018 in Giuro sulla testa dei miei figli | 1 comment