Nel 2003 c’era un blog che leggevo sempre. Era scritto da un gruppo di passsi bolognesi che scrivevano di umarells e zdaure. Dovevo scegliere dove andare, se Napoli, Trento o Bologna. Scelsi Bologna per la sorella, le torri, Guccini e per quel blog che raccontava di una città di provincia rossa e un po’ vecchia, e io queste cose me le sono sentite sempre un po’ cucite addosso.
Quattordici anni dopo con quel tizio che scriveva il blog, quello degli umarells, ho cominciato a lavorare. Mi chiama e mi chiede se ho letto ciò che ha scritto. Si diverte lui, sorride sempre. E ieri, dietro la tivvù che poi non è proprio tivvù ma solo perché forse la tivvù è cambiata, io lo guardavo e rincorrevo tutti i pensieri di quando a 18 anni leggevo le sue parole, proprio le sue, e quelle parole restavano parole e non avevano volti né suoni né accenti. E ora, 14 anni dopo, lui dice “socc’mel bam bam” e io mai avrei immaginato che dietro a tutte quelle parole lette ci fosse un suono così gentile di vita.

Ho in me ancora moltissima tenerezza, quando mi guardo nelle foto dei videomeichers e penso a che vita pazzesca mi scorre addosso. E ancora un enorme bisogno di conforto e abbracci.

antonella-pascale

Posted on Mag 11, 2017 in Torno perché avete bisogno di me | 0 comments