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la bomba

Senti che bomba. Lo sguardo smarrito della psicologa che in un colpo si vede annullati mesi di parole spese per il perdono. Imparare a perdonarsi, questo Antonellina non lo sapeva fare.
Se quel giorno anziché avesse allora vedi poteva andare.
Se quel giorno.
Se Antonellina.
Se quel giorno Antonellina non fosse stata Antonellina.
Una casa che voleva avere la forma di un abbraccio e si è fatta cenere per quel giorno in cui Antonellina ha fatto l’Antonellina che è cambiata. Si credeva migliorata. Si credeva cresciuta. Si credeva più giusta e di fronte al pubblico scettico difendeva con orgoglio la fatica del voler essere migliore.
“Vai” gli ha detto.
Il pubblico dirà “vedi che avevo ragione io?”. No, risponderà Antonellina, e lei lo sa il perché solo che non lo sa spiegare.
E allora ascoltatemi. Via il telefono, spegnete la tv. Non ascoltate altro che me.
Difendetela, abbiatene cura. Regalate ad Antonellina una carezza e un abbraccio. Perdonatele tutto, almeno per un po’. Stringetela al petto e assicuratevi che il suo batta. Accertatevi che mangi, che dorma, che abbia tutto ciò di cui ha bisogno. Siate una buona compagnia. Usate la comprensione e quando non capite non cercate altro da ciò che è in grado di dire. Portate pazienza, siate buoni. Per un po’. Siate per lei ciò che ora non è in grado di essere. Fate per lei ciò che ora non è in grado di fare. Allontanatevi se non potete darle tutto questo. Via, lontani voi e i vostri problemi. Lontani voi e i vostri imbarazzi. Non è il momento. Via da lei tutto ciò che non può chiamare speranza.

Posted on Apr 2, 2017 in Canto meglio di Apicella | 0 comments