Io non capisco il motivo per cui quando mi chiedete “che fai?” e io vi rispondo “lavoro in un’agenzia di moda bimbo” nella peggiore delle ipotesi si scatenano 5 minuti di sonore risate, nella migliore “no dai, davvero, cosa fai?”.
Fingo di non capirne il motivo ma il motivo lo so eh. Dopo anni vi aspettavate un santino elettorale, un “dillo agli amici” e poi “è una bellissima esperienza”. E la vostra reazione sarebbe stata compiaciuta, sorridente come quelli che sapevano già.
No signori miei, io lavoro per far sì che i vostri figli vi portino a casa soldi, soldi e ancora più soldi, che se non ci riuscite voi ci penso io a far lavorare le vostre creature, ah ah ah. Si rido, cosa rido, ah ah. Rido, rido per niente. Ogni bambino in entrata 5 euro, il mio impegno per voi vale 5 euro che, come dice la Mezzadri, equivale ad uno spritz. Ma a me cosa importa? A me lo spritz non piace. Mi piace la birra, una birra a Bologna costa 4 euro, ergo il vostro bambino vale 1 euro, perché per ogni stronzata che vi racconto io ho bisogno di una birra per fermare il senso di colpa. Finirò alcolizzata, molto più di adesso. Perché con l’estate i bambini aumentano, è la riviera signori diamoci da fare, uno spritz, due spritz, tre spritz, non mi piace ma lo bevo lo stesso perché la Mezzadri me lo ha detto. No dai, allora prendo una birra, un bambino quindi una birra, 1 euro di guadagno, cosa ci faccio? Sigarette no, un pacco di cartine grazie, il tabacco ce l’ho di scorta perché sono nata formica e formica resto.
La mia capa dice che non avrò mai l’imprinting milanese, “Anto, tu sei qui, e qui e l’imprinting milanese. Tu a questo non ci arriverai mai però questo deve essere il tuo obiettivo”. “Zi padrone”. Ti dico sì e mi paghi 200 euro al mese, e i genitori di Veronica che l’imprinting milanese, perché di Lodi, ce l’hanno nel sangue, dicono che una così non la potrebbero sopportare. Io invece sopporto tutto, che cosa vuoi che sia, che cosa vuoi che faccia. Ho combattuto mostri che a confronto lei, le sue amiche e il loro papi sono fili marroni su un tappeto di ciniglia. “Sciacquami le palle” è stata l’espressione pensata e ovviamente non detta al suo ennesimo rimprovero del non essere mai abbastanza.

“Anto che fai?”
“Nei miei sogni salvo il mondo dai cattivi e sono felice”

Posted on Mag 1, 2016 in L'Italia è il paese che amo | 0 comments