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La differenza tra me e te

Una stretta di mano che sancisce un accordo lavorativo non è un contratto firmato e contro firmato. Una stretta di mano è la mia mano che si unisce alla tua e non ti sta dicendo “ciao, sono Antonella”, quello lo abbiamo già fatto al primo incontro e il mio piacere era davvero un piacere, per tutte le lodi che di te avevano tessuto e a cui mi sono aggrappata per quella smisurata fiducia che continuo a nutrire nei confronti dell’umanità intera. La mia stretta di mano, dopo lunga chiacchierata e confronto e idee di una creatività che non avrei mai pensato di poter partorire, è il mio ok puoi fidarti di me e io mi fido di te nella misura in cui so che ciò che fino ad ora ci siamo detti vale più di qualsiasi contratto, che noi umani non abbiamo bisogno di un contratto per dirci fedeli, noi la fedeltà ce l’abbiamo nel sangue. Ho accettato e rispettato strette di mano a 200 euro al mese, ci ridevano tutti eppure per me era il mio “sì, non ti tradirò e a costo di non dormirci la notte sarai per me importante”. Che ingenua che sono ogni volta che penso che ciò che per me è umanamente altissimo lo è anche per tutto il resto del mondo.
Era la mia occasione, era ciò che da 12 anni sognavo di fare, ti ho stretto la mano e tutto ciò che ho avuto è stato “mi capirai, sono logiche di partito”. Ti ho fatto comunque il mio in bocca al lupo, ma è stato solo garbo. Ti cerco sul web e non ti trovo, e tutto ciò che avrei voluto darti erano notti e giorni a pensare come far di te “quello giusto”.
Che stupida che sono. Sei stato pure grillino.

Posted on Apr 22, 2016 in L'Italia è il paese che amo | 1 comment

lei e io

A furia di modifiche e correzioni e smadonnamenti vari altrove, ho quasi dimenticato quali fossero le credenziali di questo posticino qui. Mi sono fermata e mi son detta che erano quelle, che sapevo, che da quando questo posticino mi è stata regalato non le ho più dimenticate.
E tutto ciò che avevo la necessità di appuntare era questo.
Ho immaginato una sera in Piazza Maggiore in cui le tendo la mano per dirle che penso a lei ogni santo giorno e che vorrei fare per lei tutto ciò che il tempo, i soldi, le possibilità non mi consentono di fare. Ho solo il tempo da darle, tutto ciò che riesco a tenere fuori dal lavoro disperato e dall’amore paziente, il mio tempo è per lei. Tutti i santi giorni, per tutta l’umanità che si porta addosso e da cui attingo per ricordarmi bambina e figlia, con lei, di quella generazione fatta di dignità e scelte.
Avevo bisogno di appuntarmelo qui, per quella sera in cui ho immaginato di tenerle la mano come da mesi faccio e lei la mano non me la prende mai ma io gliela allungo e lei sa che c’è. Tanto basta, dopo 12 anni non serve altro per sentirci amiche.

Posted on Apr 10, 2016 in Torno perché avete bisogno di me | 0 comments