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bologna e cose

Era bellissimo stasera con il suo montgomery, gli occhiali quadrati un po’ hipster, e l’immagine di chi può far di te una persona migliore perché così intelligente da non essere nemmeno in grado di denunciarlo alle folle.
Al termine di una chiacchierata che non è mai abbastanza tutto ciò che ho avuto voglia di vedere e ascoltare è questo.

 

Posted on Nov 27, 2015 in Giuro sulla testa dei miei figli | 0 comments

capesante e peroni 2

Eravamo sempre insieme Jenny e io, come il pane e il burro.

Fuori piove e la city si prepara a quella che i metereologi hanno battezzato “ondata artica”. Ho di nuovo una connessione internet e recupero tutto ciò che in questi mesi ho perso. Ritrovo la mia Je e scopro che ha trasferito il suo blog su WordPress. Leggo tutto, rileggo, scopro che è diventata una di quelle che si mettono davanti ad un obiettivo e parlano di qualcosa. “Stile di vita minimal” è l’oggetto dei suoi discorsi allo specchio, credo, e io avrei tanto voluto sapere l’inglese per poter parlare ancora una volta con lei. Allora ho premuto play e ho ascoltato, senza capire. Dieci minuti abbondanti di video in cui Je parla parla parla e tutto ciò che capisco è che è diventata ancora più bella. Ho amato Jenny nell’esatto modo in cui si ama una sorella. Ho guardato le sue foto e ho pensato a Davide e credo occorra moltissimo coraggio per vivere. Loro ce l’hanno, io no. E credo anche che ieri in quell’abbraccio dato a Bojana ci fosse l’enorme abbraccio che vorrei dare alla mia Je, come quella volta in cui l’ho accompagnata in stazione a Bologna e tornando a casa, mi sono sentita un po’ più sola. E dunque piango, e che bel pianto.

Portatemi a Tallin, presto.

Per maggiori info cliccare qui:
My life as Jenny Traumerin
Jenny Träumerin – LivingLightAbroadAndBeautifully

Posted on Nov 21, 2015 in Culona inchiavabile | 1 comment

domenica “in”

C’era quella foschia fitta fitta fitta delle 2 del pomeriggio, c’era il sole dell’autunno e la città si colorava di arancione. Gli alberi stavano perdendo il vigore della stagione estiva e le strade si riempivano di foglie dalle forme geometriche così nette, ma così nette e belle che taluni passanti allungavano il passo pur di non calpestarle. Le signore avevano preparato i tortellini della domenica e i bambini si preparavano al riposo prima del gioco. Gli adulti restavano nella sala con la tv che proponeva il varietà e le magie di Giucas Casella con un occhio sempre puntato ai risultati del campionato, la tovaglia ancora stesa, le pieghe dei lembi ancora perfettamente stirate e ordinate, al centro briciole di pane e i bocconi mai mangiati delle creature in festa per quel giorno di riposo che era casa, famiglia, dolci ed educazione al vizio del settimo giorno. Le domeniche che dieci anni dopo avrebbero odiato e vent’anni dopo rimpianto. C’era il profumo delle case la domenica, il limoncello la grappa e l’amaro per il bis di tenerina, “hai il nocino?” qualcuno chiedeva, e lo zio scendeva di volata quattro rampe di scale per fornire al rivale concognato l’estratto di San Giovanni, “quest’anno mi sono superato” diceva e la sorella guardava il marito in attesa di quell’approvazione a cui dopo dieci anni di matrimonio sperava ancora. I bambini allora si svegliavano dal sonnellino, si stropicciavano gli occhi e i grandi, inteneriti e storditi dal bicchiere sempre pieno, mettevano da parte i contrasti familiari, guardavano i bambini, li accoglievano sulle loro gambe, poggiavano i gomiti sul tavolo di briciole e gocce di vino e si imponeva la quiete, i baci, i sorrisi e la paura che quel momento non sarebbe mai stato lungo abbastanza per dirsi sazi e capaci di una nuova settimana.

Posted on Nov 3, 2015 in L'Italia è il paese che amo | 0 comments