La vita, a volte, produce confusioni semantiche di questo genere. E gli uomini vi si adattano e continuano a vivere dimenticando il fatto che ha cambiato di segno: le stesse cose, gli stessi gesti, le stesse persone, ma tutto nella direzione di un percorso opposto. L’elaborazione dei dati è la stessa, ma il segno davanti, quello che li colloca al disopra o al disotto dello zero, è cambiato. Ma a volte gli uomini riescono a elaborare, anche dalla più oscura catastrofe, qualcosa di vitale: l’idea di un nuovo assestamento. Una posizione, nel mondo, che non riproduce più quella infantile, che non tende più verso la quiete iniziale, ma che accetta di giocarsi nell’incognita del presente. Altre volte gli uomini procedono solamente per inerzia dimenticando che essa non tende ad altro che a spegnere l’energia, a affievolirsi verso un punto morto. E in un certo senso Leo è arrivato a questo punto. Ha bisogno di una nuova carica, ha bisogno di credere realmente che la vita stia continuando. Deve finalmente procedere al disimpasto fra chi è vivo e chi è morto.

Pier Vittorio Tondelli

Posted on Nov 21, 2014 in Scendo in campo | 0 comments