Il mio farmacista è un uomo meraviglioso.
Io quando entro nella mia farmacia di fiducia vengo sempre accolta da sorrisi e “ma buongiorno”, “ma buonasera”, “ciao bella come stai?”, “eh, come sto” rispondo io “se son qui proprio bene non sto”.
E anche il mio farmacista mi vuol bene perché dalla mia richiesta di aiuto al suo trovare la soluzione migliore per il mio malessere ci passa poco, pochissimo tempo.
E visto che il mio farmacista mi conosce da 8 anni e di fatti e abitudini mie personali ne sa più delle mie sorelle, i nostri dialoghi si condiscono sempre di ricordi di “quella volta che”.
Come quella volta che, appunto, mia sorella corse in farmacia per i miei drammi febbrili e al buongiorno seguì un “ah ma tu sei la sorella, ah ma come sta? ah poverina” e la sorella rimase incredula di fronte a cotanta confidenza e profondissima conoscenza di ciò che mi fa bene e ciò che mi fa meno bene, di ciò che con me funziona e ciò che con me è solo placebo e quindi funziona comunque.
Il mio farmacista ieri all’ennesima richiesta di aiuto mi ha puntato il dito ammonitore e mi ha detto “datti una regolata” e io, che al farmacista voglio proprio tanto bene, sono tornata ragazzina alle medie quando il professore giudicava il mio non essere mai abbastanza. Sguardo basso e mortificazione, umiliata sull’abc della farmacologia che ad una cosa così anche un bambino di 5 anni ci sarebbe arrivato, io che da piccina non perdevo una puntata di Medicina33 ed Elisir e chiedevo sempre a mamma di poter ordinare il cumulo enorme di medicine che in casa Pascale riempivano gli armadi. E invece no, sono distratta, intelligente ma non si applica, ho dimenticato le basi, pago e vado via e facciamo presto perché l’umiliazione è troppa. Troppa.
E un attimo prima di lasciare il bancone sento in lontananza qualcuno che mi dice “riguardati tesoro”. Alzo lo sguardo e riconosco i suoi occhi blu che mi guardano sorridenti.
A me tesoro in quel modo là non me lo dice più nessuno e quanto mi manca lo so solo io.
E sono tornata a casa sul mio leggero cuore di panna.

Posted on Set 26, 2014 in Giuro sulla testa dei miei figli, Si contenga! | 2 comments