Due di due

Due di due

A Talamello c’erano un uomo e una donna seduti al tavolo della Locanda dell’Ambra.
A Talamello lei si è detta sazia dopo l’antipasto.
A Talamello lui a forza di parlare s’è sentito la saliva prosciugare e perdio perché non parli, perché non mangi?
A Talamello lei non sapeva dare i giusti contorni a quel frastuono che ha in grembo.
A Talamello lui si disse preoccupato.
A Talamello lei si disse dispiaciuta.
A Talamello c’erano un uomo e una donna seduti al tavolo in silenzio e no, non erano attaccati ai loro aggeggi tecnologici per sentirsi meno soli. No, loro sono altro e loro soli non lo sono nemmeno quando non hanno mani da toccare. Loro soli non lo sono mai.
A Talamello quella sera c’era un uomo sicuro che quel silenzio non sarebbe durato tanto.
A Talamello quella sera c’era una donna insicura anche sulla scelta dell’amaro.
A Talamello quella sera c’era moltissimo amore e la speranza nella fine di un’estate che tarda ad arrivare.
Mannaggia.

Posted on Set 9, 2014 in Canto meglio di Apicella, L'Italia è il paese che amo | 0 comments