È il primo giorno di settembre e a Bologna fa freddo. A Bologna quando fa freddo non fa semplicemente freddo, a Bologna il freddo è come una pernacchia di umidità che ti entra nella testa e tu credi ti sia venuto il mal di testa ma no, non è vero, perché appena torni a casa smetti di sentire freddo e la testa si libera da quella cappa che nel tragitto verso dove devi andare ti ha accompagnato.
Oggi ho scoperto che sono più veloce del 25 che da via Azzurra arriva fino a Porta San Vitale. I miei passi svelti, leggeri e agili trottano verso San Vitale e non c’è gara ormai da quando la city s’è ripopolata e tutti sono tornati a viverci, perché io volo leggera sulle mie scarpette ginniche bianche e molto sporche verso la meta.
Oggi a Bologna fa freddo e io ho corso verso casa e nonostante il freddo e il mal di testa io ho corso più veloce del 25, con la certezza che solo qui tra queste quattro mura sarei riuscita a ridare dignità a questo primo giorno di settembre.
Oggi ho imparato il senso di “riposi in pace”. Oggi ho imparato anche il senso di “lasciateci in pace”. Oggi ho imparato che se diventare grandi vuol dire smettere di accettare giustificare e capire, allora voglio solo che questi dieci giorni passino con la stessa fretta e leggerezza con cui i grandi sono riusciti oggi a calpestarci.

Posted on Set 1, 2014 in Si contenga! | 0 comments