È la fine, lo so che sta arrivando. Conosco quegli sguardi, dalla cura all’accanimento ci passa quel “basta non ce la faccio più” che non vogliono ascoltare. Eppure basterebbe così poco per dare alla fine quel senso di dignità che con fatica e sudore si è conquistato.
Prendo un foglio bianco e ci scrivo i miei desideri di morte cosciente che quell’ammissione significherà nel poi notti straziate e pugni e calci tra testa e cuore. La vita non vince se non c’è nessuno dall’altro lato disposto ad ascoltare e ad accoglierla come inizio e fine di tutto. Ti tengo le gambe, faccio scorta di cuscini, ti tengo. Ti tengo ti tengo a me. Prendo l’olio, strofino con tutta la forza che ho, no non urlare non voglio ascoltarti, smettila, sei una madre, ti tengo perché fino a che ci sarò io a tenerti potremo volare. Non puoi più scegliere, ora ci sono io a scegliere per te per far sì che il cerchio si chiuda in quell’area di bellezza d’amore con cui hai contornato l’esistente.
Su quel foglio bianco c’è il basta, l’egoismo per amore, la volontà di chiudere quel cerchio, hai dato così tanto al mondo che ti prometto che da quando te ne andrai fino a che me ne andrò vivrò con la certezza che in qualsiasi battaglia che comincerò sarà la gentilezza e il garbo a vincere su tutto, vivrò con te ad un passo da me, con quel tuo modo di accarezzare e la risata sguaiata di chi ha trovato sempre il sole anche di notte.
Ti do un bacio, senti che bel bacio ti ho dato, ne vuoi un altro? Non smetto lo sai però ora ascoltami quando ti dico che ci penso io a te, che no non ti mollo e scusa, avrei voluto fare di più, non ci sono sempre stata, non ci sono stata quasi mai, però quando non c’ero ho compiuto battaglie epocali tra testa e cuore sicura che per ogni successo ci sarebbe stata la tua felicità.
I figli ascoltano più di quello che i genitori credono, a volte negano per quei ruoli dai quali non vogliono uscire ma quando arriva il dolore tutto si colora di verde, è il verde della speranza e del tuo viso straziato, è il verde delle tue mani che smettono di tenermi e allora io continuo a tenerle ma tu stringi, stringi più forte e poi lasciami andare. Sono pronta, lo so fare, magari non subito ma il tempo ci rimetterà nel palmo della mano tutto l’amore di cui abbiamo bisogno.
Vedo farfalle colorate che riempiono la stanza, non c’è buio dove ci sei tu, dove ci siamo noi, abbiamo avuto ombre dietro le quali ci siamo riparati ma con i denti stretti abbiamo soffiato le nebbie e abbiamo ritrovato le farfalle. Volano mamma, volano farfalle in mezzo a noi e stringi ancora i denti, è quasi finita.
Mancano solo dieci giorni e no, stai tranquilla, non smetto di tenerti le gambe.

È solo un anno, cerco forza e coraggio nelle braccia di chi anche solo per un attimo è disposto a tenermi le gambe ma dura poco mamma, dura pochissimo e le farfalle vanno via. Vanno tutti via mamma, gli abbracci non durano abbastanza per riuscire a diventare lacrime. Non resta nessuno, la bellezza se la porta via il vento e quelle carezze e quel bacio sulla fronte non tornano più.

A Davide per la sua mamma

Posted on Lug 27, 2014 in Giuro sulla testa dei miei figli | 0 comments