È il 9 luglio e ho molto freddo. Indosso la maglietta, il jeans, le solite tennis e il golf che uso spesso anche d’inverno. Ho freddo e no, non mi sento per niente bene.
Una sigaretta per me è una pausa, anche ora anche a casa, però eddai Pasca’ è solo sindrome premestruale, ne avrai ancora per almeno altri vent’anni abbondanti.
Prendo il portatabacco, chiudo il filtrino tra le labbra, sfilo la cartina, prendo la giusta quantità di sbriciolato e lo distribuisco uniformemente. Lui arriva e si accorge che ormai è inevitabile, che il caso ci ha imposto di essere anche solo per due minuti chiusi in un piccolo spazio.
Accendi la sigaretta e io che proprio scema non sono o comunque non sempre, lo so che stai facendo dei gran tiri per ridurre quei due minuti di imbarazzo a cui certi spazi ci costringono.
Il tabacco sulla mia sigaretta è ormai pronto, posiziono il filtrino, giro la cartina nella chiusura, lecco la parte adesiva e chiudo il mio paglierino di pausa. Ho finito e visto che io non sono te varco quella soglia.
Scemo guarda che ho capito il gioco, ma il guaio è che tu non hai capito il mio e quanto meravigliosa io possa essere se solo mi chiedessi scusa. Che non sono le cinque lettere messe insieme che mi interessano, basterebbe che la smettessi di identificarmi come quella che ti ha consigliato per tempo di smetterla un attimo prima di farti colpire in testa da un fulmine. E per fortuna dico io, che se avessi deciso di superare quel limite con le preannunciate e dovute conseguenze del limite superato, cosa avresti fatto cretino?
Sei andato via a testa bassa, come tutte quelle volte in cui sei costretto a condividere con me quegli spazi.
Mi dispiace pensarti stupido e allora facciamo che rimango in attesa di capire in cosa puoi piacermi.
Ci penso eh, le faremo sapere.

La ginecologa mi ha detto che ho un utero perfetto per la procreazione che di ‘sti tempi non è facile trovare un utero bello, capiente e sano come il mio.
Il giorno in cui un uomo meraviglioso deciderà di amarmi al punto da voler realizzare con me la sola rivoluzione possibile, c’è una buona percentuale di probabilità che il fiocco sia rosa e anche doppio per la verità.
Ma se la componente maschile dovesse prevalere, e quindi smentire il gene Pascale e riequilibrare il quantitativo di rosa e blu della mia famiglia, imporrò al pargolo la frequentazione obbligatoria di una serie di corsi assolutamente necessari sul modo in cui guardare una donna e sul rispetto per i no che spesso dalle donne arrivano.
Insieme ai si, è chiaro, e gli ancora e i fermati un attimo, voglio guardarti, replichiamo la scena all’infinito fino a che la pellicola non finisce e poi la riguardiamo insieme.
Epperò gioia mia non capiterà sempre, sallo.

mauro biani

Posted on Lug 9, 2014 in Si contenga! | 0 comments