Si, ore profumatissime e verdi. Un cuore grande, la bellezza dei nostri libri e quella matita sempre a portata di mano, gli appunti sui libri.
Cerchiamo alcove in cui giacere, leggiamo di bellezze che come un pugno nello stomaco ci hanno cambiati, migliorati, ci hanno dato la dolcezza del vivere e ci hanno abbracciati quando il vivere ha smesso di essere dolce.
Nel bosco mi tendi la mano per non farmi cadere, ci fermiamo meravigliati di fronte a quel cervo che ci guarda e non ha paura. Cabiria corre e ci guarda chiedendoci se è giusto andare avanti o fermarsi dove a volte si può cadere. E chi lo sa vorremmo dirle, cosa ne sappiamo noi di precauzioni e mani pronte a salvarci?
Cerchiamo gli occhi di Terzani e nel cercarli troviamo Renato che ci racconta del cancro da cui si è salvato, “Tiziano no, perché Tiziano credeva ai santoni dell’Asia”. Renato ci racconta le ultime lacrime di Terzani e di tutto ciò che ho letto e di quell’ultimo giro di giostra capisco di non aver capito. Viviamo di miti, viviamo per poter credere che i nostri miti hanno la capacità di superare il dolore meglio di noi. Sono miti, eppure sono umani, e a volte sono amici, e a volte sono genitori. Invece i miti piangono e noi guardiamo gli occhi blu di Renato e la bellezza del suo chiamarlo semplicemente Tiziano.
L’albero con gli occhi non lo abbiamo trovato e non ci importa. Vestiremo i nostri alberi di occhi e toppe di filo all’uncinetto a ricordarci che siamo vivi e vicini ogni volta che leggendo un libro pensiamo l’uno all’altro.
Chiudo gli occhi e sento i boschi, respiriamo il freddo pungente di questa notte d’estate e gli abbracci cuore mio, ci raccolgono sotto quel tappeto di stelle toscane. Restiamo vicini e in silenzio, sogniamo l’estate e ogni volta che cadremo avremo una mano tesa per farci rialzare.

Posted on Giu 19, 2014 in Canto meglio di Apicella | 0 comments