Ero in attesa che qualcuno dalla vigilanza mi aprisse e nell’attesa ho lasciato cadere la borsa di Barbara. Imprecando tutti i santi dal 1 gennaio al 31 dicembre mi sono chinata a raccoglierla. E i santi solo lo sanno quanto quel crac di ginocchia e colonna vertebrale mi abbia fatto male.
Un tizio esce dal bagno, lo guardo, lo conosco. Da qualche parte ho ancora il suo numero di telefono. Storia di 10 anni fa che lui manco si ricorda ma io come faccio, e chi se lo scorda. Lui.
Eravamo in via delle Belle Arti, io Lisa e Agnese. Mi presentano questo tizio che è lì seduto con un libro tra le mani. Nero che più nero non si può. Scopro che è alla sua terza laurea e io piccina che avevo appena iniziato la prima. Capisco subito che il tizio che mi sta di fronte è uno di quelli con una vita da capriole sull’asfalto e poi nel vuoto, uno dei pochi o tanti che a Bologna puoi incontrare se hai la pazienza e la voglia di fermarti per stare ad ascoltare le vite degli altri.

Esce dal bagno, mi scopre incazzosa e ingrata a dio e a tutti i santi. E poi mi dice.

“Scusa se ti ho guardata mentre ti piegavi per raccogliere la borsa. E scusami perché guardandoti, non ho pensato che in quel momento sarebbe stato più giusto aiutarti e ora so di aver sbagliato. Perdonami”.

Perdio, ah no ops, non ce l’ho anche con dio, si fa per dire è chiaro. No ma stai tranquillo, non è successo niente.
Beati i neri, loro mica lo sanno cosa vuol dire arrossire.
Dopo poco è venuto al mio banchetto da customer in tailleur, ha partecipato all’indagine qualitativa del secolo, mi ha detto che è al suo enne post doc, mi ha detto grazie e mi ha salutata con garbo.
Si chiama Felix e viene dall’Uganda e ti basta una settimana a Bologna per sapere chi è lui, proprio lui, quello che incontri per strada e cammina leggendo.
E quando se n’è andato via ho sorriso, che lui non lo sa ma io lo so quanto in quella gentilezza io ho sempre creduto.

“La gentilezza si esercita con lo sguardo, col tono della voce, ed è uno stato dell’anima che si instaura tra due animali innamorati oppure tra due esseri umani che hanno la naturale predisposizione verso la grazia delle cose. Grazia. Una caratteristica che uomini non necessariamente colti, ma dotati, sì, di intelligenza esercitano senza sforzo”.
M. Desiati

E visto che le scorte di gentilezza cominciano a scarseggiare e visto che da troppo tempo ho i piedi fermi in questa mia Bologna, rifaccio le valigie e corro via.
Ho Biella che m’aspetta e Pennabilli che si si si, a giugno non so come e nemmeno con chi, io devo esserci.

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Posted on Mag 14, 2014 in Scendo in campo | 5 comments