Io non sono una che si incazza. Anzi. Nonostante mi si schernisca spesso sul fatto di essere una facilmente irritabile io comunque non mi incazzo mai. E anzi, a volte mi incazzo proprio perché non riesco ad incazzarmi.
E, a riprova del fatto che io non mi incazzo mai, quando l’altro giorno mi hanno descritta come una “vecchia, depressa e pigra” ho riso per mezz’ora e, proprio perché non mi incazzo mai, ribadisco alla malelingua il mio affetto. Nonostante l’appellativo di “vecchia, depressa e pigra”.

Dunque, io non mi incazzo mai. Però oggi siete riusciti a farmi incazzare, incazzare al punto che ho quasi finito le sigarette.
Tocca fare una premessa giusto per non lasciare la possibilità di fraintendere ciò che sto per dire.
A me i grillini fanno paura. Ma seriamente eh, mi fa paura la profonda ignoranza che si cela dietro l’uso spasmodico e ingiustificato delle jpeg e dei punti esclamativi, mi fa paura la rabbia con cui si approcciano al web, mi fa paura il fatto che ad un certo punto della loro vita abbiano scoperto una nuova consapevolezza, che consapevolezza non è, spacciandola per “senso civico”. Mi fa paura il fatto che i grillini usino l’aggettivo “civico” come se fosse una novità perché fino a ieri, quando erano al bar a parlare di calcio, della possibilità di partecipare civilmente (civico, civilmente…suonano familiari, no?) non gliene fregava una beata mazza.
A me i grillini fanno paura perché io il Vaffanculo Day a Bologna me lo ricordo, eccome se me lo ricordo. E mi ricordo che all’epoca presi anche parte all’iniziativa del Meetup di Castellana Grotte, un po’ per spirito di scoperta, un po’ perché lì al banchetto mi arrivavano litrate di birra e panzerotti appena sfornati. Tanto che a fine serata non avevo più ben chiaro il motivo per cui ero stata lì tutto il giorno.
Io mi ricordo di quell’8 settembre in Piazza Maggiore quando all’urlo “Vaffanculo” associato a un qualsiasi uomo politico, risuonava un boato dalla piazza di “eddaje, essì mandiamoli a casa, fuori dai coglioni”. A tratti pensai che c’era del buono in quella rabbia lì ma, da persona dotata di estremo garbo, mi ricordo che pensai che c’era in quella serie infinita di paroloni una mancanza di rispetto nei confronti di quel San Petronio che lì davanti li stava ospitando. Che si ok, io bestemmio e anche in maniera abbastanza colorita, ma non ho mai perso il rispetto per chi al contrario mio ci crede e si sente felice così.
A me i grillini fanno paura perché probabilmente sono gli stessi che dopo aver lanciato le monetine contro Craxi, sono tornati al bar a dire che “rossi e neri sono tutti uguali”. A quel lancio sono seguiti 20 anni di silenzio e poi è arrivato il comico ricciuto a dirci che si, possiamo mandarli tutti a casa.
Tutti tutti? Si tutti. Ma non se ne salva nemmeno uno? No, manco uno, tutti ar gabbio. Ma perché? Perché loro vogliono solo la poltrona. Ma tutti tutti? Sine, ti ho detto che sono lì solo per la poltrona. E perché? Perché lo ha detto Grillo, vai a leggere il suo blog e capirai, anzi aspetta ti mando su facebook una jpeg che ti spiega tutto e bene.

Caro il mio Grillo-addicted, io oggi non infierirò sulla tua provenienza salentina che, in quanto barese, mi induce a deriderti e ad augurarmi che il tuo fanatismo salentino non superi il confine che ti esclude dal mondo civilizzato, e quindi dalla Valle d’Itria a salire (e quindi Cisternino rimane roba nostra, tu tieniti pure Ostuni). Facciamo che non cadrò nell’errore di chi crede che la geografia modelli il carattere di chi quei posti abita, facciamo che mi fermerò un attimo prima, lì dove si trova, e nel tuo caso con enorme fatica, il rispetto e l’intelligenza delle persone.

Il fatto: il Movimento 5 Stelle salentino sta portando avanti una campagna sui social contro i politici assenteisti. Solita jpeg sulla falsariga delle schede della Sciarelli con dati anagrafici del politico preso di mira, stipendio percepito e numero percentuale di assenze.
Insomma quando voi smanettavate su Openpolis, i grillini erano al bar a parlare di calcio. Poi però ci sono arrivati…con calma eh.
Ieri hanno deciso di prendere di mira Guglielmo Minervini, Assessore della Regione Puglia, definendolo un cronico assenteista. E, visto che fino all’altro ieri erano al bar, probabilmente i grillini salentini non sanno che Minervini di cronico ha solo l’impegno per la politica. Ah, e un cancro.
I grillini salentini accusano Minervini di aver collezionato dal 2010 ad oggi il 20% di assenze dal consiglio regionale, dati presi dal sito della Regione Puglia nella sezione sulla trasparenza amministrativa, promossa e realizzata da…toh, proprio Minervini.
I grillini salentini, troppo impegnati nella realizzazione della jpeg del giorno, si sono preclusi la possibilità di studiare il percorso politico dell’assessore. Anche perché, diciamocelo, quando a governare c’era Raffaele Fitto loro probabilmente erano al bar, e se sei al bar come fai ad accorgerti di ciò che dal 2005 ad oggi in Puglia è cambiato?
Per chi non lo sapesse, e voi non lo sapete è evidente, Guglielmo Minervini è uno dei più illuminati uomini politici che la Puglia ha avuto l’onore di ospitare. Insegnante, poi sindaco di Molfetta, poi assessore alle politiche giovanili. Sua è la legge sulla trasparenza amministrativa, suoi sono i Bollenti Spiriti grazie ai quali i vostri figli possono studiare, suoi sono i Principi Attivi grazie ai quali ai vostri figli è stata data la possibilità di fare impresa, suo è il bando per i beni confiscati alle mafie, suoi sono i progetti di mobilità sostenibile, suo è il merito di tutto ciò che nella nuova Puglia di Vendola è andato bene.
Poi in Puglia è emersa l’altra faccia della medaglia, quella tipica e quasi scontata della politica italiana, ma state pur certi che Minervini in quei momenti aveva altro a cui pensare.
Al bar probabilmente nessuno vi ha raccontato di quell’uomo meraviglioso che, obbligato alla chemioterapia che lega la sua vita a quell’istinto di sopravvivenza che, è evidente, non avete mai avuto modo di vivere, chiamava a raccolta i suoi collaboratori per lavorare affinché la vostra regione potesse essere diversa dalle altre, affinché qualcuno potesse parlare di primavera pugliese, affinché i vostri figli mandati al nord a studiare potessero raccontare che questa è realmente una Puglia migliore. Forse non perfetta, ma migliore.
Al bar non vi hanno raccontato che si è vero, negli ultimi anni non c’è sempre stato, ma che nonostante tutto non ha mai smesso di essere un uomo in trincea.
L’assessore Minervini lo scorso anno ha ricominciato a presiedere il consiglio regionale, fino a che, a gennaio 2013, il cancro s’è ripresentato. Probabilmente al bar siete tutti sani, belli e forti e nessuno vi ha mai raccontato che dal cancro non si guarisce mai, che se anche quelle cellule mortali hanno smesso di infestare il tuo corpo, la paura costante di non riuscire a vedere le tue figlie crescere ti accompagna tutti i santi giorni. Al bar non vi hanno raccontato che quella contro il cancro è una lotta di resistenza che ti consuma di giorno in giorno, e che la distanza fisica tra te e chi ti ama diventa bastone e croce insieme, e che di fronte alla scoperta della morte ti si presenta una scelta che potrai prendere solo se la vita ti avrà dotato di quella buona dose di coraggio che ti obbliga ad affidare il tuo corpo a chi, probabilmente, non avrebbe mai pensato di prendersene cura.

Caro il mio grillino, io sono felice di sapere che di tutto questo e di tutto il resto, tu non sappia nulla. Però peccato, perché ieri hai perso l’ennesima occasione per stare zitto.
E ora, mi scuserai il mezzo, ma anch’io sono brava a fare le jpeg.

Minervini completo

Posted on Apr 7, 2014 in Si contenga! | 0 comments