– Ma signora mia, ma cos’ha?
– Cosa vuole che le dica signora Mara, m’è scesa la catena.
– A t al dégg signora Gilda, l’è una gran cioccata.
– Ma l’era così fuori dai coppi il nostro piccolo Fiorda. Cosa ci va a fare in quella città di mascalzoni terrunazz?
– Ah signora mia, cosa vuole che le dica…dice che deve andar lì per far della pilla.
– Ma va là signora Mara, che io lo so eh, è talmente maraglio che la metà basta! Ah sorbole, stia pur tranquilla signora mia, che prima o poi torna qui a zagnare i maroni!
– Eh lo dizeva sempre quella gran cartola del nostro Fiorda… “non escludo un ritorno”!
– Porin stellina nostra, che con quei 600 euro all’anno manco un tortelein alla settimana si poteva fare…che in Calabria con quei soldi ci fazeva almeno da Natale a Pasqua. Una gran bazza sa!
– A i ó capé, ma signora Mara, come faremo adesso?
– Bona lè signora Gilda. Continueremo ad alzarci al mattino, faremo colazione, andremo da corpo, prenderemo le nostre medicine e poi saremo qui a pregare che il nostro bel ragassotto diventi un bell’omo grande e maturo. Che poi, signora mia, io ho sempre la mia nipote di Minerbio che è tanto bellina, e chissà magari un giorno riuscirà a dimagrire e allora vedrà se non se la guzza…e allora il nostro piccolo Fiorda tornerà. E lì, altro che Pioltello, lo facciamo impiegato al comune che, va là, lì io ho un’altra nipote che dice di star per diventare sindaco a Bologna.
E allora vedrà come torna a gambe alte il nostro bel cinnazzo.

Posted on Apr 6, 2014 in Canto meglio di Apicella | 6 comments