C’è un posto in Italia che Italia proprio non è. Di quel posto arroccato lì sul monte Titano non si sa nulla che non sia strettamente utile. Perché lì le sigarette costano un pelino meno, i profumi pure e il prosciutto di San Leo anche. Che voi potete anche dirmi che il Parma è buono, ed è buono per carità, ma solo se non avete assaggiato il prosciutto di San Leo che si va bene è in Italia, e crolla che è una bruttezza infinita, ma io lo conosco perché il monte Titano me lo ha portato e sponsorizzato.
Il monte Titano si impone sovrano su quella bellissima Valmarecchia che voi non lo sapete, ma io lo so, è una valle viva e che abbraccia uno dei più bei posti in Italia. Si fa scavare da questo Marecchia, docile ma ricco, che fa della Romagna quel posto da cui i poeti e gli artisti hanno preso spunto per renderci persone migliori.
Sul monte Titano nel 1957 c’erano i comunisti e i socialisti democraticamente eletti. Il monte Titano è stata la Cuba d’Italia, un piccolo stato di poche pochissime migliaia di abitanti che fa paura, perché non sia mai signori miei che la vicinanza all’Emilia possa far arrossire tutto il resto. Che si sa, si campa di buoni esempi, e se la storia per un piccolo lembo di terra promette bene è un attimo che tutti gli altri si accodano e tentano di fregargli l’idea. E quindi ciccia, mandiamo a casa loro e le loro bandiere rosse, che qui noi della serenissima c’abbiamo altro a cui pensare. Che la serenissima, secondo me, è serenissima proprio perché i loro cittadini non sono proprio fatti per la guerra civile e piuttosto che imbracciare i fucili sovietici decidono di mettersi da parte e farla finita con ‘sti fatti della Rovereta.
Poi il monte Titano ha partorito figli di immigrati che sono finiti nel Queens e sono tornati vent’anni dopo per dar vita a lunghe discendenze di Casadei e figli del liscio. Che i titani non lo diranno mai, ma a loro il liscio piace, e pure parecchio. Oltre al Velvet, ma quello piace pure a me che sono di Castellana Grotte e al Velvet non ci sono mai stata.
Io sul monte Titano ci sono stata e me ne sono innamorata.
Ed è troppo facile quando di un posto ti fanno conoscere i loro figli migliori. Che voi non lo sapete, ma forse lo sapete, quanto sia immensa la mia Jenny.
“Da quel giorno siamo sempre insieme Jenny e io, come il pane e il burro”, e come la piada spalmata di casatella e prosciutto di San Leo, e come la mozzarella nel panzerotto caldo, e come la capasanta “arraganata”, e come la Peroni sulla focaccia che quella volta ti ho fatto e da allora non mi verrà mai più buona come quella volta lì.
Che voi non lo sapete, ma la mia Jenny ora se ne va e io ho giusto qualche lacrima di nostalgia che faccio fatica a consolare.
E come atto finale del nostro saluto siamo rientrate nella segreteria studenti dell’Università per ritirare le nostre pergamene di laurea. Che se fino all’altro ieri ci sentivamo ancora figlie di quel posto lì bellissimo che se non ci sei stato proprio non lo puoi capire, ora di questi lenzuoli di carta da infilare sotto il letto non sappiamo proprio che farcene, se non per ricordarci il posto in cui abbiamo cominciato a volerci bene e a regalarci discorsi esistenziali sul cinismo e sulle unghia sporche.
Il fatto che poi, dopo averla salutata, io abbia avuto la mia prima congestione digestiva non è proprio casuale. Il corpo parla e rigetta tutto ciò che abbiamo trattenuto in pancia.
Di anni ne sono passati e hanno sempre più il suono dei moniti di chi ci diceva “piano con l’acqua fredda”.
Che voi non lo sapete, ma forse lo sapete, che io e Jenny all’acqua abbiamo sempre preferito la birra che di congestioni non ce ne ha mai fatte venire.

Monte Titano

Guèrda bèin San Marèin

Posted on Mar 25, 2014 in Giuro sulla testa dei miei figli | 1 comment