Io ho già dato un nome ai miei figli che, chi lo sa ma forse non si sa o forse lo si sa ma non ci pensiamo troppo su, avranno ovviamente dei nomi bellissimi.
E’ detto scritto e sigillato con lo sputo, e che nessuno si azzardi a rubarmeli. Che io lo so il motivo per cui si chiameranno così e non è nemmeno troppo difficile da immaginare.
E gli racconterò di tutte le cose bellissime che mi sono capitate, che sono tante. Ma proprio tante.
E di tutti i regali bellissimi che ho ricevuto ne farò tesoro con loro.
E se non ci saranno loro ci saranno altri a cui restituire la bellezza ricevuta.
Da chi mi ha insegnato cos’è la bellezza.

Il santuario dei pensieri - Pennabilli

Il santuario dei pensieri – Pennabilli

Adesso abito quassù
in questa casa di montagna
e passo il tempo con delle foglie secche
che le metto in fila sopra uno scalino;
o vado a toccare quei fili d’acqua
che saltellano giù da una fessura di sassi
dove le trote stanno accovacciate al fresco
e Silvestro le prende con le mani
come fanno i gatti con le farfalle.
Mi piace anche fare dei conti
con un’aritmetica elementare:
due e due quattro sei e sei dodici
se vai a comprare sette uova e tre cadono
a terra, quante ne restano sane?
O altrimenti faccio delle righe sulla sabbia
del cortile, delle aste una dopo l’altra
per ricordare la sveltezza
delle gambe di una volta e l’aria
piena di lucciole e la bicicletta
e la fionda, gli aquiloni
e laggiù per ogni ferragosto
il mare che stava disteso dietro montagne
di sabbia come una bestia buona
sotto le carezze del padrone.
Il pomeriggio sto seduto a guardare
la valle e la montagna in fondo
con tutti i campi che sembrano stracci
ad asciugare al sole e ogni tanto le strisce
rosse dei papaveri, dei mucchietti di case
come dei nidi di rondini appoggiati a terra
e la gente piegata a lavorare
piccola come la polvere e io seduto
con tutta sta roba dentro gli occhi
e con la memoria che è diventata bianca
e su questo lenzuolo ogni tanto passa
la voce della mia povera mamma
e l’odore delle mele cotogne
che stavano in cima all’armadio.

La mia casa a Pennabilli – Tonino Guerra

Posted on Mar 18, 2014 in Torno perché avete bisogno di me | 1 comment