Io non so se un giorno avrò figli, e quindi non so se avrò nipoti. Ma se dovessi averne o se le mie sorelle dovessero decidere di sgravare esseri minuscoli la cui prima parola sarà “zia Lella, birra”, io so che racconterò loro del 14 marzo 2014 in cui costrinsi i miei compagni di giuochi ad una presentazione di materassi. Totalmente inconsapevoli del fatto che il 14 marzo si celebra la Giornata Nazionale del Sonno.
Nella vita di un fuorisede c’è un momento in cui la solidarietà verso quelli che come te lottano quotidianamente contro una città che conserva l’amore per i suoi soli figli, supera di gran lunga il bisogno di buttarsi nel primo infimo bar per raccontarsi il numero di curriculum spediti. Fino a scoprire poi che, nonostante tutto, siamo concorrenti leali in una città che non ci considererà fino alla prossima fortunata stretta di mano.
E siamo talmente solidali tra noi, da correre quasi felici in un posto in cui c’è un tizio che racconta di quanto dormire sia importante, di come le oche riescono a farci riposar meglio e di come un materasso possa farci risparmiare soldi che probabilmente non avremo mai.
E il fatto che di mezzo ci fosse un aperitivo ci ha fatto arrivare addirittura dieci minuti in anticipo. E anche contenti.
E nessuno, là in mezzo, sapeva che oggi è il giorno in cui tutti avremmo dovuto cominciare a pensare a come trascorrere le nostre notti. E con chi trascorrerle.
Che uno la fa pure facile eh, però dormire da soli alla lunga diventa triste.
Io, per dire, sono già in trepidante attesa per l’arrivo di chi da giovedì mi riempirà il letto di ronfate profonde. E’ che io in due dormo meglio. In tre poi riesco anche a russare.
Nel frattempo, in attesa degli amori che da giovedì fino a boh mi riempiranno letto e casa, torno ai vecchi amori.
Io alla fedeltà ho sempre creduto un sacco.

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Posted on Mar 15, 2014 in Culona inchiavabile | 2 comments