Che poi, mannaggiacristo, oggi per la prima volta non ho pensato che la prima cosa da fare era chiamarvi per dirvi com’è andata.
Non avevo nessuno da chiamare a parte il compagno di sempre e l’ex coinquilina che, anche se non sempre condivide, mai si perde un passo della tua vita e riesce a renderlo speciale anche se proprio speciale non è.
Io oggi sono stata splendida e brillante come voi non avete mai avuto modo di vedere. Si ok, non so l’inglese e non ho avuto il coraggio di chiedere in che modo da tutta questa cosa bellissima io mi sarei pagata l’affitto, ma ho raccontato di quanto le vostre figlie siano splendide. E sono stata ancora più brava nel cercare di evitare quelle spiegazioni dei mesi di buco in cui la vita s’è messa di mezzo e la sola cosa che puoi fare è accettarla.
Io non lo so come ho fatto, ma ho superato brillantemente anche questo. E quanto non avrei voluto farlo.
Più che un colloquio era un racconto-non-racconto di ciò che, nonostante tutto, abbiamo cercato di recuperare.
E lei lì con quei suoi occhi grandi che ascoltava e mai mi sono sentita più a mio agio. Che davvero, se non dovesse prendermi, di sicuro vorrei lei, con quei suoi occhi grandi, come amica che riesce a tirare fuori tutto l’orgoglio nel dire “ce l’abbiamo fatta, o ci proviamo, nonostante tutto”. Che poi, quel nonostante tutto, mai glielo avrei raccontato e non perché non avrebbe capito ma perché ci sono cose di cui non è necessario parlare.
Ma quanto mi sarebbe piaciuto parlargliene.
E quanto è ridicolo tutto questo.

Posted on Mar 13, 2014 in La patonza deve girare | 0 comments