Alla Feltrinelli di Piazza Ravegnana gli bisbigliai balbettando quanto io amassi quel suo corpo da cinghiale e quel suo cuore tenero. Evitai i particolari zozzi ma solo perché sono una personcina estremamente garbata e i particolari zozzi preferisco raccontarglieli quando saremo io, lui e una candela ad illuminarci.
Non mi ha mai negato una chiacchierata, anche se breve.
Caro Filippo, prendimi in sposa, baciami tutte le mattine al risveglio e baciami la notte quando non riesci a dormire, io ti assicurerò tutta la cura e l’amore che desideri.
Hai fatto la cacca? Non sporcare le tue mani meravigliose, ti lavo io.
Hai prurito tra le dita dei piedi? Prendo il mio spazzolino e ci penso io.
Non hai voglia di passare il filo interdentale? Lascia amore, faccio io.
Se ancora non credi che sia l’unica che può farti felice, cos’altro vuoi che faccia? Devo imbottirmi le mutande e ravanarmi là sotto per farti capire che sono quanto di più bello tu possa incontrare nella tua vita?

Potrebbero essere i due minuti e quarantacinque secondi più belli della vostra vita. Perderli sarebbe davvero tempo sprecato.

Posted on Mar 1, 2014 in Canto meglio di Apicella | 8 comments