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il comblotto della kasta!!!11!!

E poi succede che il tuo web master di fiducia, ovvero colui dal cui genio e dalla cui pazienza è stato partorito tutto questo preziosissimo posticino, ti comunica le keywords attraverso cui il signor Google ti ha indicizzato.
Il suddetto web master, personcina a modo e dotata di estremo garbo, dopo molte remore e svariate birre e dopo una buona tiritera di “eddai e dimmelo! dai non me la prendo! ma figurati se me la prendo! maddai che sarà mai! no ma guarda è giusto saperlo! ma perché cazzo devi essere sempre così garbato?” e varie faccine a muso di piccione che avrebbero impietosito anche Angelo Izzo, la risposta è arrivata. Lapidaria, fredda e seguita da una sua fragorosa risata:

“foto cazzi grossi”: 48esima posizione
“pancia enorme”: 110esima posizione
“bugiarda”: 120esima posizione

Ora, io non lo so perché qualcuno abbia cercato su Google ‘ste belle paroline qua e non mi interessa nemmeno poi tanto saperlo, ma una cosa ci tengo a dirla. Anzi tre, giusto per non darmi o darvi la possibilità in futuro di essere fraintesa.

Non troverete mai qui foto di cazzi enormi, che se è vero che il pene di Jonah Falcon è stato oggetto di lunghe lunghissime discussioni serali sul comequandoesoprattuttoquanto, è anche vero che si tratta di una nostra personalissima attività di ricerca con scopi meramente scientifici, in cui io facevo la parte di Virginia Johnson e l’altro quella di William Master. Con serietà e ricerca empirica…su Google, si intende. E visto che trattasi di ricerca lunga e incompleta, state pur certi che per il momento qui non troverete nessun report che vi illuminerà sulla Roma-L’Aquila.

E si, è vero, mi piace l’idea di una birra, un divano, un film e bla bla bla. E si lo so, la birra gonfia e fa venire la pancia. E si lo so, ho la pancetta. Morbida, maneggevole, meraviglioso vezzo per i tanti che hanno avuto modo di averci a che fare. Pancetta che per un po’ mi ha dato il nomignolo di Barbapapà, pancetta che a qualcuno ha ispirato l’aggettivo “burrosa” da associare al mio nome, pancetta che qualcun altro mi ha chiesto di poter spernacchiare perché “dai è divertente”.
Lo so, lo so, ma non è un problema. E non è un problema perché no, cazzo no, LA MIA PANCIA NON E’ ENORME!

E poi si, bugiarda sono stata bugiarda ma che male c’è se quella piccola bugia è riuscita a rendere più dolce ciò che invece avrebbe avuto il sapore di un amaro dato di fatto. Ed è chiaro che l’aver detto qualche piccola bugia, non deve mai indurvi a pensare che in qualunque situazione mi troviate, avrete davanti a voi una persona onesta. Onesta in quel senso là, quando vi accorgete che con me non vi sarà mai tolto ma solo dato. E mo’ che ci penso, questa è proprio una di quelle cose da mettere nel curriculum.

Ora, di grazia, è tutto chiaro?

Posted on Mar 31, 2014 in Si contenga! | 0 comments

non era natale, ma c’eravamo comunque

Per quella volta che parlando di Jannacci, tu mi hai detto che non capivi il motivo per cui cantava in milanese e io mi sono arrabbiata.

…Scusa, ad ogni modo, se ti dico che sono Enzo e tu mi riconosci e dici pure è impossibile che tu mi possa telefonare perché non ci sono più e io ti dico ‘Come non ci sono più, ci sono eccome, sono qua!’ Forse è proibito telefonare se non ci sei di persona? Sì d’accordo, adesso come adesso io sono solo un’anima, ma attento, non disprezzare mai l’anima, specie se è di un amico! E chi t’ha detto che non ho diritto di fare un numero e cercare di parlare con uno che mi è come fratello, anzi dico di più: per me sei sempre stato come un padre, anzi lo sei ancora!”
“Per carità, basta così, se no dirai che sono anche tua madre! Per la miseria, che chiacchiera a mitraglia che t’è venuta!”
“Sì, è vero, ma era tanto che avevo bisogno di parlare con te. Anche se sono un spirito, sempre un amico sei, o no? Accidenti, abbiamo lavorato insieme a far musiche, canzoni, spettacoli e metterli in scena qualcosa come per cinquant’anni per Dio”
“Hai detto Dio? Ma laggiù potete permettervi di nominarlo invano?”
“Scusa Dario ma è una battuta di spirito che non mi fa ridere!”
“Non c’è dubbio che sei proprio tu, solo Enzo sa fare discorsi così strampalati!”

Pronto? Sono Enzo Jannacci, chiamo dal Paradiso – Dario Fo

Posted on Mar 29, 2014 in Canto meglio di Apicella | 0 comments

Obama a Roma: il fotoracconto della giornata

Si apre con Pinto. In mezzo, l’attesissimo incontro in Vaticano con papa Fiordalisi I. Infine l’incontro con il presidente Ventrella.
Il fotoracconto della “missione” a Roma di Barack Obama.

Obama: "Colpito dall'energia di Pinto"

Obama: “Colpito dall’energia di Pinto”

Obama: "La gente negli Usa impazzirebbe per vedere Papa Fiordalisi I"

Obama: “La gente negli Usa impazzirebbe per vedere Papa Fiordalisi I”

Obama: "Ho ringraziato Pinto e Ventrella per l'impegno nella Nato. L'Italia è uno dei nostri maggiori contribuenti"

Obama: “Ho ringraziato Pinto e Ventrella per l’impegno nella Nato. L’Italia è uno dei nostri maggiori contribuenti”

 

Posted on Mar 28, 2014 in L'Italia è il paese che amo | 0 comments

26 marzo 2009 – 26 marzo 2012

Gaetano – Io dimane parto. Cioè dimane me ne vaco a Firenze, addu, addu zia Antonia…
Lello – E ‘nata vota Firenze e ‘nata vota zia Antonia, e poi nu parti mai.
Gaetano – Cioè, se ti sto dicendo che parto, parto…e poi, me ne vaco Rafè, nu ci’a faccio cchiù. Cioè, chello che è stato è stato, basta. Ricomincio da tre!
Lello – Da zero…
Gaetano – Eh?
Lello – Da zero, ricominci da zero.
Gaetano – Nossignore, ricomincio da…cioè, tre cose me so’ riuscite ind’a vita, pecchè aggià perdere pure cheste? Aggià ricominciare da zero? Da tre…me ne vaco, nun ci’a faccio cchiù.
Lello – Gaeta’, chi parte sa da che cosa fugge, ma non sa che cosa cerca.
Gaetano – Cioè cumm’è ‘sta cosa? Chi parte…
Lello – Sa da che cosa fugge ma non sa che cosa cerca.
Gaetano – Azz è bella, ‘o ssaje? L’hai fatta tu? Pari scemo tu eh, e invece…

Posted on Mar 27, 2014 in Scendo in campo | 5 comments

capesante e peroni

C’è un posto in Italia che Italia proprio non è. Di quel posto arroccato lì sul monte Titano non si sa nulla che non sia strettamente utile. Perché lì le sigarette costano un pelino meno, i profumi pure e il prosciutto di San Leo anche. Che voi potete anche dirmi che il Parma è buono, ed è buono per carità, ma solo se non avete assaggiato il prosciutto di San Leo che si va bene è in Italia, e crolla che è una bruttezza infinita, ma io lo conosco perché il monte Titano me lo ha portato e sponsorizzato.
Il monte Titano si impone sovrano su quella bellissima Valmarecchia che voi non lo sapete, ma io lo so, è una valle viva e che abbraccia uno dei più bei posti in Italia. Si fa scavare da questo Marecchia, docile ma ricco, che fa della Romagna quel posto da cui i poeti e gli artisti hanno preso spunto per renderci persone migliori.
Sul monte Titano nel 1957 c’erano i comunisti e i socialisti democraticamente eletti. Il monte Titano è stata la Cuba d’Italia, un piccolo stato di poche pochissime migliaia di abitanti che fa paura, perché non sia mai signori miei che la vicinanza all’Emilia possa far arrossire tutto il resto. Che si sa, si campa di buoni esempi, e se la storia per un piccolo lembo di terra promette bene è un attimo che tutti gli altri si accodano e tentano di fregargli l’idea. E quindi ciccia, mandiamo a casa loro e le loro bandiere rosse, che qui noi della serenissima c’abbiamo altro a cui pensare. Che la serenissima, secondo me, è serenissima proprio perché i loro cittadini non sono proprio fatti per la guerra civile e piuttosto che imbracciare i fucili sovietici decidono di mettersi da parte e farla finita con ‘sti fatti della Rovereta.
Poi il monte Titano ha partorito figli di immigrati che sono finiti nel Queens e sono tornati vent’anni dopo per dar vita a lunghe discendenze di Casadei e figli del liscio. Che i titani non lo diranno mai, ma a loro il liscio piace, e pure parecchio. Oltre al Velvet, ma quello piace pure a me che sono di Castellana Grotte e al Velvet non ci sono mai stata.
Io sul monte Titano ci sono stata e me ne sono innamorata.
Ed è troppo facile quando di un posto ti fanno conoscere i loro figli migliori. Che voi non lo sapete, ma forse lo sapete, quanto sia immensa la mia Jenny.
“Da quel giorno siamo sempre insieme Jenny e io, come il pane e il burro”, e come la piada spalmata di casatella e prosciutto di San Leo, e come la mozzarella nel panzerotto caldo, e come la capasanta “arraganata”, e come la Peroni sulla focaccia che quella volta ti ho fatto e da allora non mi verrà mai più buona come quella volta lì.
Che voi non lo sapete, ma la mia Jenny ora se ne va e io ho giusto qualche lacrima di nostalgia che faccio fatica a consolare.
E come atto finale del nostro saluto siamo rientrate nella segreteria studenti dell’Università per ritirare le nostre pergamene di laurea. Che se fino all’altro ieri ci sentivamo ancora figlie di quel posto lì bellissimo che se non ci sei stato proprio non lo puoi capire, ora di questi lenzuoli di carta da infilare sotto il letto non sappiamo proprio che farcene, se non per ricordarci il posto in cui abbiamo cominciato a volerci bene e a regalarci discorsi esistenziali sul cinismo e sulle unghia sporche.
Il fatto che poi, dopo averla salutata, io abbia avuto la mia prima congestione digestiva non è proprio casuale. Il corpo parla e rigetta tutto ciò che abbiamo trattenuto in pancia.
Di anni ne sono passati e hanno sempre più il suono dei moniti di chi ci diceva “piano con l’acqua fredda”.
Che voi non lo sapete, ma forse lo sapete, che io e Jenny all’acqua abbiamo sempre preferito la birra che di congestioni non ce ne ha mai fatte venire.

Monte Titano

Guèrda bèin San Marèin

Posted on Mar 25, 2014 in Giuro sulla testa dei miei figli | 1 comment